Lo specchio dei tempi
Barbara Vincenzi
“Vito Giarrizzo – Lo specchio dei tempi”, Casa Editrice Alba
2011
Attento conoscitore del suo tempo, Vito Giarrizzo accoglie in sé qualche richiamo delle avanguardie storiche del ‘900, rimanendo coerente a un suo percorso di ricerca artistica, con l’intento di proporre nuovi temi e concetti, che suggeriscono altri spazi e altre dimensioni percettive. La sensibilità dell’artista va di pari passo con un mondo paradossale, intenso e pieno d’interrogativi.
La sua profonda cultura, assimilata negli anni attraverso studi e riflessioni, gli apre le porte a nuovi tragitti, geografie di mondi insoliti e sconosciuti, in cui l’uomo e la Madre Terra si confrontano reciprocamente.
Le regole infrante di un destino cercato tracciano l’inesorabile sorte dell’uomo e della Terra; gli abusi causati dal progresso devastano la natura, che a sua volta si ribella contro l’umanità, con effetti spesso catastrofici, è narrata con sapienza nelle sue tele.
Vito, vuole mettere in luce, come l’innovazione materiale abbia occultato definitivamente la reale visione della vita, rendendo l’uomo sterile al “sentire” autentico, compromettendo la qualità della sua intera esistenza.
Un uomo che “costretto” dalle infrastrutture sociali è soffocato nella sua vera identità, dove clamori si mescolano ad altre voci inascoltate, un assordante rumore di fondo, che decreta l’offuscamento delle facoltà percettive dell’intera umanità. La sua è una lotta silenziosa contro le chiusure mentali e la difficoltà di sintonizzarsi con i tempi, con rinnovati modelli di comunicazione e organizzazione sociale. L’artista rivolge la sua attenzione alle profondità della mente dell’uomo, al suo Io, in un percorso in cui i pensieri sommersi arrivano alla superficie, risolti con il sapiente uso di colore e materia. Materia che si fa protagonista, che si sovrappone e divide in storie che a loro volta ne suggeriscono altre. Stratificazioni di scritture, che s’intersecano indicando nuove chiavi di lettura. Labirinti di pensiero, forme e identità nascoste si liberano alla ricerca di un diverso tempo e spazio. Nuovi percorsi, tracce intraviste, diversi significati, sono elaborati sulla tela, con la volontà di smascherare le “menzogne” che opprimono la società contemporanea.
Energie si aprono a nuove dimensioni spazio-temporali, svelando gli archetipi primordiali sopiti nell’uomo. Nuove rivelazioni s’intrecciano nella mente dell’artista, che di volta in volta prosegue un tragitto esplorativo, restituendoci nuove forme e assetti prospettici, capovolgimenti di piani e nuovi orizzonti del sentire.
Pensieri coltivati in un silente stato meditativo, approfondimenti che si svelano attraverso mille volti, che si legano ad altre emozionanti immagini che rimandano ad altre forme ancora e a nuovi significati. Colori e luci, che si addentrano, sempre tesi a catturare arcani che schiudono nuovi mondi e culture.
Baratri, vortici cosmici, indicano strade più nascoste, alla ricerca delle radici della vita, e della spettacolarità che questa inaspettatamente ci riserva.
La sua luce cerca l’invisibile, sonda l’insondabile, si specchia in mille riflessi nella magia dei paesaggi, filtra tra nebbie e pensieri, sovverte le immagini, illumina i volti, rende omaggio alla vita, si riflette nell’intimo, indaga le incertezze, visualizza le profondità dell’animo nei riflessi dell’esistenza e del mondo.
Tessere compongono paesaggi, montagne, laghi, cieli inesplorati, luoghi, dove il magma primordiale si fonde alla luce in maniera sinergica, restituendoci panorami che preludono a lontane origini dimenticate.
Visioni oniriche che diventano realtà, e realtà che si trasforma in sogni. Non vi è nulla di mistico ma energie che si uniscono svelandoci mondi paralleli, visioni magiche, percezioni antiche. Allegorie e metafore s’imprimono nella sua memoria, dove l’irreale e il magico s’incontrano tra razionalità e irrazionalità.
Il Caso assume un ruolo importante nelle opere di Giarrizzo. I temi complessi narrati sono sempre accompagnati dal senso della casualità e del gioco.
Progetti, schizzi e appunti sono risolti definitivamente sulla tela. La stesura della materia presenta forme variabili, date dal caso, che sono riprese nell’impeto delle sue idee e inserite in una nuova situazione esplorativa di spazio e tempo. Tempo che in Vito assurge a diverse intenzioni dimostrative. Il superamento delle vecchie concezioni del tempo e dello spazio pone l’artista di fronte all’esigenza di un cambiamento: attraverso la rappresentazione di clessidre, segna tempi illusori, i tempi della mente e di attimi fuggenti.
Storie quindi, create dal colore che ne ricavano altre e dal gioco del disegno appare l’inatteso: Il gioco della mente, capace di concepire e sintetizzare simultaneamente molteplici forme e idee.
Figure bendate che giocano a moscacieca, sintetizzano l’offuscamento della percezione umana verso la profondità, con spostamenti di realtà, “strappi di tempo” e spazio.
Sempre al passo con i tempi, con la curiosità di misurarsi con la realtà che lo circonda, percependo sempre più l’esigenza di un cambiamento nel quale il senso del reale va costantemente rapportato al mondo virtuale, l’artista, nella sua più recente produzione, si misura con gli strumenti digitali che le nuove tecnologie offrono.
Le sue stampe sono il risultato di un puzzle di pensieri che giocosamente re-interpreta, dove immagini dei suoi dipinti s’intersecano armonicamente a immagini del mediatico. L’ironia entra in campo, segnalandoci volti noti, tra segni del passato recente e di un futuro prossimo, che sono rielaborati dall’artista creando alternativi effetti cromatici, luoghi paradossali, dove lo stupore e il divertimento ci colgono, dove ci riconosciamo come identità attuali.
La democratizzazione dell’immagine: l’era della riproducibilità, luogo in cui Vito si misura con i nuovi mezzi informatici, affrontando con interesse la cultura odierna, cogliendone i suoi interni paradossi, tramite collage, remix e nuovi “arrangiamenti”, con un senso ludico di verità, tra parabole dei mass media e note effigi pubblicitarie.
Dicono di lui



0 commenti