Il gioco della Terra

Testi critici

Barbara Vincenzi

dalla recensione sulla rivista EIKON n.9, luglio-agosto

2010

…I suoi soggetti non sono di facile interpretazione poiché frutto di profonde riflessioni e domande: sull’Uomo e la sua esistenza sul pianeta Terra. Ed è proprio sul tema dell’Uomo e la sua realtà odierna, la chiave di lettura della sua ultima produzione artistica.
Il crollo di certezze, l’avidità e la follia predatoria dell’Uomo che non frena la sua corsa verso i danni irreversibili dell’ecosistema, le devastazioni ambientali, gli eccidi, sono sentiti da Vito come un collasso generale che generano in lui un proseguirsi di sensazioni e stati d’animo in continuo mutamento che ferma sulla tela con ambientazioni al limite del surreale.
Le atmosfere rarefatte dei paesaggi colti dall’alto ci lasciano un senso di vuoto, di smarrimento, di baratro interiore che ci induce a riflettere sulle sorti del nostro futuro.
Apre una finestra sul mondo: un uomo-giocoliere tenta di mantenersi in equilibrio su un filo portando con sé oggetti di uso quotidiano, sotto di lui un mondo lontano e denso d’incognite.
Fissa sulla tela il “peso” esistenziale dell’Uomo impotente nel portare il Mondo sulle spalle e allo stesso tempo l’equilibrio instabile con cui gli esseri umani si ergono a potenza suprema sulle sorti di un pianeta ormai sconosciuto.
La sua ultima produzione ricorda la compostezza metafisica, staccata dalla realtà quotidiana ma ricca di metafore, con un senso assoluto d’ineluttabile drammaticità.
Così, le opere di Vito Giarrizzo, apparentemente ”lontane”, raffinate e ben costruite, ci coinvolgono con i colori caldi e un attento uso della luce per spingerci oltre, per accompagnarci a una riflessione sulle incerte sorti del nostro pianeta.
Temi attualissimi, poco rappresentati, descritti con sobrietà e grande rigore estetico, con un linguaggio che, consapevole di un passato storico, si rinnova continuamente in soluzioni ed effetti di estrema modernità. 

Dicono di lui

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