Le inquietudini del mondo
Barbara Vincenzi
Presentazione della Personale alla Galleria Lovetti – Ferrara
2008
Vito Giarrizzo nasce a La Spezia nel 1940. Da giovanissimo inizia ad appassionarsi al disegno e alla pittura e questo lo porta da subito a voler approfondire gli studi frequentando il Liceo Artistico di Carrara e successivamente la Facoltà degli Studi di Firenze dove, nel 1970 consegue la Laurea in Architettura.
Stretto è il connubio tra la sua professione di Architetto e la veste di Pittore, ed è anzi il suo lavoro che lo conduce attraverso diverse e importanti esperienze italiane ed estere: i soggiorni in America Latina, Africa, Medio ed Estremo Oriente influenzano profondamente la sua visione artistica.
Dal 2007 si dedica interamente al lavoro di pittore, svolgendo la sua attività prevalentemente a Bologna, dove vive.
La sua ricerca artistica lo guida verso un’Arte complessa e profonda, che s’interroga sui grandi temi dell’esistenza umana. Attraverso la continua sperimentazione di molteplici linguaggi pittorici, sviluppa una sua personalissima visione dell’Arte, un’espressione originale, schiva dalle facili mode culturali e stilistiche.
Le inquietudini del Mondo, il malessere del quotidiano, la corsa dell’Uomo verso irraggiungibili mete che lo conducono alla ricerca dell’Io, del suo essere più intimo: l’Uomo si libera da infrastrutture e maschere per mettere a nudo le vere emozioni dell’anima umana. Vito Giarrizzo scava nel profondo, nel mondo sommerso, scandaglia la natura e la mente dell’Uomo per restituirci verità nascoste. I diversi interrogativi lo portano a rappresentare l’Uomo immerso in un Universo parallelo, nella dimensione onirica di realtà inverosimili: la dimensione interiore. Tramite abili giochi prospettici, piani sfaccettati e ribaltati, libera immagini collocate in uno spazio senza tempo. Situazioni e forme visionarie, forti ed eleganti si misurano e formano una geografia di simboli e valenze interiori. È il luogo della mente, dei pensieri e dei ricordi, dei grandi mutamenti dell’Uomo e della sua vita.
Vito attraversa le grandi correnti del Novecento Italiano ed Europeo, correnti sotterranee che s’intersecano nella sua pittura con risultati che fanno pensare a Carrà e contemporaneamente ai grandi muralisti sudamericani; altre volte, le sue atmosfere surrealiste ricordano Magritte o riportano a suggestioni post-cubiste. Linguaggi che conosce, assimila, restituendoceli in modo sobrio e impegnato, lontano da facili e approssimative collocazioni stilistiche o tendenze dell’epoca.
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